« Tutte le mie Opere si mostrano con un’epigrafe, parole che accompagnano e rafforzano la figura donandole pienezza, corpo, maggior vigore espressivo e di certo una valenza artistica più rotonda.
È l’Epigrafe parte integrante dell’Opera e intende allargare l’orizzonte delle sollecitazioni emotive e amplificare le suggestioni in chi guarda.
L’epigrafe è un diverso distillato della Bellezza e si spande nell’Opera in forma di parole anziché di figura. È parte non seconda del lavoro e vuol simigliare a un calice di assenzio offerto a chi guarda così che possa egli inebriarsi anche dell’evocazioni delle parole oltre che delle emozioni della figura.
Con l’epigrafe l’Opera quasi si squaglia, si liquefa, si sversa su chi la guarda, lo intride e lo compenetra più a fondo.
Tutte le epigrafi delle mie Opere sono scritte a mano, con un’antica penna stilografica su pregiata carta a mano di Amalfi.
Vengono dalle riflessioni che mi induce l’Opera quando la guardo finita, o quando mi osserva lei dal fondo della stanza, o prima ancora di metterci mano, quando è ancora nel Mondo delle Idee e io la sto accarezzando con i pensieri .
Le epigrafi figliano dalle stesse opere, oppure sono loro a partorirle. Per questo sono inseparabili, come mamma e figlia, come una stella e la sua luce, come il mare e le onde.
E per questo io le scrivo a mano e con una penna preziosa e vissuta che ormai fa parte di me; le scrivo così perché voglio che siano mie fino all’ultimo respiro, e io voglio dar loro vita non solo con la mia mente, ma anche con le mie mani. »